politica

Liste d'attesa, varato il piano operativo oltre alle 41.000 disponibilità già create

giovedì 27 marzo 2025

Il Piano operativo straordinario di recupero delle liste di attesa approvato dalla Giunta regionale lo scorso 21 marzo è in grado, grazie ad un innovativo modello di gestione che ha già prodotto 41.000 nuove disponibilità in soli tre mesi, di azzerare le prestazioni attualmente in percorso di tutela, nel caso in cui il Governo, come per gli anni passati, mettesse a disposizione i 7,5 milioni di euro del fondo finalizzato alle liste d’attesa; è quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

"È necessario sottolineare – spiega Proietti - che il Piano di recupero delle liste d’attesa varato dalla precedente amministrazione regionale, nonostante tutte le risorse messe a disposizione dallo Stato non ha conseguito il raggiungimento degli obiettivi dichiarati, che erano l’azzeramento dei Percorsi di tutela precedenti al 2024 e una riduzione di quelli del 2024 del 20-30% rispetto al 2023. Al 31 dicembre 2024 invece permanevano le prestazioni in percorso di tutela del 2023 e numero significativo in aumento del 2024, rispetto all’anno precedente".

L’elemento innovativo, imprescindibile, a cui si è iniziato a lavorare nel nuovo Piano, per un reale governo delle liste di attesa, è la costituzione delle reti cliniche per patologie e dei relativi percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, necessari a garantire l’equità di accesso, la riduzione dell’inappropriatezza, la sicurezza delle cure e la disponibilità diffusa delle informazioni per i cittadini, sui loro diritti ma anche sui loro doveri.
Ulteriore fattore qualificante del Piano è che, a regime, tutti i cittadini inseriti nei nuovi Percorsi di tutela saranno contattati entro i tempi previsti della classe di priorità RAO (raggruppamenti di attesa omogenei) e non resteranno più in attesa ad oltranza senza la certezza di essere contattati.

Al momento, in assenza del finanziamento, il Piano 2025 per lo smaltimento delle liste d’attesa chirurgiche e il recupero delle prestazioni di specialistica ambulatoriale in Percorso di tutela, può essere sostenuto solo con le prestazioni aggiuntive erogate dalle strutture pubbliche regionali, finanziate, come nel 2024 con 4.22 milioni di euro per il personale della dirigenza (medici) e 1,34 milioni di euro per il personale del comparto (professioni sanitarie) oltre che con i residui del finanziamento ministeriale derivanti dagli anni precedenti e non utilizzati.

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