Le carte di Luciano Bonaparte dal Museo "Claudio Faina" alla Sapienza Università di Roma

È stata appena inaugurata a Roma la mostra "Vulci: il patrimonio disperso e ritrovato. Dalle ricerche ottocentesche al digitale" all’interno del Museo delle Antichità Etrusche e Italiche del Polo Museale Sapienza. L’esposizione è stata organizzata dalla Sapienza Università di Roma e dall’École française de Rome ed è curata da Alessandro Conti, Christian Mazet e Laura M. Michetti. Lungo il percorso espositivo si ripercorrono le tappe della scoperta di una delle città-stato più rilevanti dell’intera Etruria: vicende che hanno visto scoperte sensazionali, ma anche una dispersione notevole del patrimonio archeologico sino ad anni recenti.
Tra i documenti esposti ne figurano alcuni prestati dalla Fondazione per il Museo “Claudio Faina”, che li conserva: un taccuino autografo di Luciano Bonaparte - uno dei fratelli di Napoleone – dove il principe archeologo annotò brani di storici antichi e di autori per lui quasi contemporanei, in vista di un suo studio sugli scavi che stava conducendo nelle necropoli di Vulci; una copia delle sue principali pubblicazioni Catalogo di scelte antichità etrusche e Museum Etrusque, stampate nel 1829 a poca distanza di tempo.
Non solo dalla Fondazione orvietana provengono anche due litografie fatte realizzare sempre dal Bonaparte e un volantino promozionale di una mostra tenuta a Londra verosimilmente negli anni Trenta dell’Ottocento.

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