"La disabilità superabile: in tempo di crisi, dalla quantità di prestazioni alla qualità della vita"

"La disabilità superabile: in tempo di crisi, dalla quantità di prestazioni alla qualità della vita" è il tema del convegno in programma per sabato 12 novembre, dalle 9.30 alle 17, nella Sala Expo del Palazzo del Capitano di Popolo di Orvieto. A farsene promotori, le associazioni Orviet'Ama, Andromeda e Afhco. L'iniziativa gode del patrocinio del Comune e del sostegno di Cesvol e Associazione Letttori Portatili.
"Nel corso dei lavori - anticipano gli organizzatori - verranno affrontate le tematiche sulla e della disabilità, partendo dalla condivisione delle emozioni. Capire che i diritti dei disabili sono i diritti universali di ogni persona, perché la disabilità non è una qualità ,ma una condizione, uno stato in cui si può venire a trovare qualsiasi essere umano. Acquisire questa consapevolezza, non è solo un processo individuale ma anche collettivo; la condivisione permette di avere una forza maggiore per creare nuove forme di interazione e inclusione sociale in tutte le sue espressioni, perché se qualcosa può cambiare è facendolo insieme, coinvolgendo il più possibile la società civile e le Istituzioni territoriali. In questa giornata vorremmo condividere, ampliare, sfaccettare, alla luce di altri punti di vista ed esperienze delle persone che abbiamo invitato, perché lo scambio arricchisce e migliora ciascuno di noi".
Interverranno rappresentanti di istituzioni, servizi socio-sanitari locali, scuola, alcuni giovani delle scuole che hanno partecipato ad un lavoro propedeutico di lettura sul tema del convegno con i Lettori Portatili. Tra i presenti, il dottor Massimo Marchino, lo scrittore Massimiliano Verga, autore di "Zigulì: la mia vita dolceamara con un figlio disabile", Giampiero Griffo rappresentante ONU per i diritti delle persone disabili al Parlamento Europeo, Giovanni Merlo rappresentante della FISH, Raffaele Goretti, rappresentante Osservatorio Regione Umbria, Andrea Tonucci, responsabile CPA e Vittorio Tarparelli, moderatore del convegno. Cittadinanza, amministratori e operatori dei servizi sono invitati a partecipare.
Perché insieme
È da tempo che come famiglie di persone con disabilità volevamo stare insieme per scambiare sensazioni, confrontarci, ascoltare, riflettere e prendere consapevolezza e forza per continuare
La disabilità superabile è un concetto che ci permette di andare oltre ciò che vediamo sentiamo e viviamo giornalmente. È acquisire la consapevolezza della persona che c’è “al di là” , nonostante la disabilità che ci appare e con cui dobbiamo, comunque, confrontarci nel vivere quotidiano. Solo se impareremo a vedere la persona avremo superato la disabilità; imparando a valorizzare non solo quelle che tecnicamente vengono definite le abilità residue, ma la Persona nella sua interezza espressiva e nel riconoscimento dei suoi diritti in quanto tale.
Perché in tempo di crisi
Perché li viviamo, in uno stravolgimento culturale e socio-economico che rischia di travolgerci tutti, partendo dai più fragili. Ma crisi può voler dire pure cambiamento di prospettiva, mantenendo sempre l’obiettivo, che ormai è parte delle nostre coscienze: voler portare tutti avanti, nessuno rimane, o è, ultimo. “Ognuno contribuisce secondo le proprie capacità” non deve essere solo un assunto costituzionale, o una bella frase detta li per li, è uno stile di pensiero è un modello di vita che dobbiamo fare nostro nel quotidiano. Certo è dura, quando ad impegni che richiedono più energie vengono di fatto grattate via risorse; è allora, diremmo ora, che dobbiamo impegnarci di più per trovare, o inventarci sinergie nuove, relazioni nuove, prospettive nuove. Lavoro che ci stimola a volerci confrontare con altri, a scambiare idee, esperienze.
Dalla quantità, alla qualità
Non è solo una questione di cambio di sostantivo, né sono completamente in contraddizione tra loro, ma sicuramente dobbiamo mettere in pratica un pensiero di revisione, in noi stessi, per imparare ad utilizzare con più qualità ciò che forse è stato utilizzato solo seguendo un concetto di tanta quantità. Per esempio, ci si dice: non è la quantità di tempo che un genitore trascorre con il proprio figlio, che fa la relazione, quanto piuttosto la qualità della relazione stessa. Siamo convinti che non si può assolutizzare, né si possono seguire pensieri come mode, bisogna rifletterci e trovare gli equilibri più utili al proprio buon vivere. Queste nostre riflessioni le vogliamo condividere, ampliare, sfaccettare, alla luce di altri punti di vista ed esperienze delle persone che abbiamo invitato, perché sicuramente lo scambio arricchisce e migliora ciascuno di noi.

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